Almaty: Nella città delle mele

Posted on 02/27/01 No Comments

Il volo da Lugano dura ben sette ore. Parti alla mattina e arrivi alle due di notte, con cinque ore di fuso orario. E quando sali sul taxi che ti porta in centro e ti guardi attorno, ti viene il dubbio di aver girato in tondo e di essere tornato in Svizzera. Catene montuose circondano la città, colline e boschi, parchi e alberi tratteggiano una natura così simile alle nostre latitudini.

Questo è l’inizio di un viaggio avvincente in Kazachstan e Chirghisistan con la Markus Zohner Theater Compagnie alla scoperta di un’Asia Centrale dimenticata.

Almaty,  conosciuta dal 1921 al 1994 come Alma-Ata, il cui nome significa „abbondante di mele“ dalla radice turca alma (che significa mela o melo), è stata la capitale del Kazachstan fino al 1997. Con una popolazione di oltre un milione è rimasta comunque il centro finanziario, culturale ed educativo del paese, mentre la nuova capitale Astana, voluta dall’attuale presidente, adempie a fatica alla sua nuova funzione.

Situato nel cuore dell’Asia centrale, il territorio del Kazachstan confina a nord con la Russia, a est con la Cina, a sud con il Chirghisistan, Usbechistan e Turkmenistan e si affaccia ad ovest sul mar Caspio. Il Kazachstan è il nono paese più esteso del mondo, 2,7 milioni di mq, con una varietà di paesaggi che spaziano dai ghiacciai e le catene montuose (la vetta della splendida piramide del Khan-Tengri raggiunge 7’010 m.), alla steppa sconfinata, al deserto, al canyon, ai laghi e al mare. Nel passato vi era tracciata una fra le molteplici vie della seta.

La popolazione di 15 milioni di abitanti è composta dal 53% di kazaki, mentre il rimanente (di cui la parte più numerosa è russa) è formata

da più di cento etnie diverse fra cui ucraini, bielorussi,  usbechi, uiguri, coreani, tedeschi, La popolazione nomade e semi-nomade è molto legata alla natura e agli animali. Al cavallo viene riservato un culto particolare che si riscontra nei riti e nel linguaggio. Esistono ad esempio più di cinquanta parole differenti per definire il colore del manto di un equino. La yurta, la tenda dei nomadi, è fatta interamente di feltro e sostegni in legno con pareti cilindriche e copertura a calotta. La lana viene bollita e poi pressata. All’interno tappeti, stoffe, trapunte abbelliscono con colori sgargianti questa casa ambulante che può avere altre dependance o viene collegata con altre yurta del nucleo familiare.

Il paese abbonda di cinghiali, antilopi, lupi, stambecchi e possiede un turismo di cacciatori provenienti dall’Europa. L’orso e il leopardo delle nevi sono invece protetti.  Molto popolare la caccia con l’aquila o il falco.  Ex stato dell’Unione Sovietica da cui si è reso indipendente nel 1990 è ricco di petrolio, carbone gas, rame, ferro, zinco, piombo e alluminio. La famosa base spaziale Baikonur, che lanciò per la prima volta nel 1961 l’astronauta Juri Gagarin nello spazio, viene oggi affittata ai russi. Non vengono invece ricordati nelle guide turistiche gli atroci esperimenti nucleari voluti dall’URSS nella regione di Semipalatinsk, a nord est del paese, dal 1949 fino al 1991, di cui fino al 1962 esplosioni nucleari a cielo aperto, su una popolazione ignara che ha contratto malattie gravissime dovute alle radiazioni. L’Unione Sovietica fece esplodere una prima bomba al plutonio il 29 agosto del 1949 alla quale seguirono più di 500 esplosioni che danneggiarono profondamente la popolazione della regione di  Semipalatinsk ancora oggi confrontata con problemi di cancro e malformazioni. Le radiazioni non hanno soltanto toccato 1,6 milioni di persone provocando morte e malattia, ma ha causato enormi danni ecologici di cui ne è una prova la desertificazione accelerata nella regione.

Impoverimento culturale in Kazachstan

Durante il regime dell’URSS gli artisti, a cui era precluso il contatto con l’estero, avevano almeno la possibilità di muoversi e di contrarre scambi con gli altri stati della federazione. Potevano recarsi a Mosca, a San Pietroburgo, negli Stati Baltici, in Georgia, in Ucraina. Le diverse etnie e culture apportavano interessanti mélange e le scuole di arte erano a accessibili a tutti. Dopo il crollo del regime sovietico molti paesi si sono trovati anche nell’ambito culturale abbandonati a sé stessi. Gli artisti hanno troppe difficoltà finanziarie per potersi spostare a cercare contatti in altri paesi. Quello che è accaduto in Kazachstan si può rapportare a molti altri paesi visitati dopo la caduta dell’Unione Sovietica: un forte impoverimento negli scambi culturali.  Nell’Asia centrale i problemi sono analoghi e i tentativi di portare spettacoli o insegnanti dall’Europa è impresa ardua e legata a sforzi di singoli. Ad Almaty il console generale svizzero Casserini, coadiuvato dal suo eccellente staff,  ha voluto con grande impegno, tenacia e idealismo proporre un Autunno Culturale Svizzero per promuovere non solo la cultura svizzera (cinema, musica contemporanea, teatro, letteratura), ma incoraggiare degli eventi che permettano scambi fra artisti dei due paesi e la popolazione. In questo frangente abbiamo recitato il nostro spettacolo Odyssee due volte nel teatro nazionale di Almaty e una volta nel teatro russo di Biskek, in Chirghisistan. Siamo stati invitati, grazie all’interessamento di Neilya Yarmukhamedova, un’attenta e instancabile promotrice di teatro ad Almaty che ha organizzato anche tre festival di teatro indipendente, a tenere il proseguimento di un masterclass con attori kazaki e chirghisi iniziato l’anno scorso.

Teatri statali e Accademia Nazionale d’Arte

In tutto il Kazachstan esistono 42 teatri di cui 13 ad Almaty. Dal 1997 sono diminuiti i teatri statali di arte drammatica e sono aumentati i teatri  e le sale private.  I teatri statali variano per programmazione, lingua proposta, indirizzo di pubblico . Esistono così a fianco del teatro di arte drammatica statale due teatri per bambini, uno in lingua russa e uno in lingua kazaka, un teatro di marionette, il teatro statale uiguri di musica e teatro, il teatro di musica coreana, il teatro d’arte drammatica tedesca per citarne alcuni.

Gli attori impegnati nei teatri statali per sopravvivere fanno di tutto: produzioni per bambini, radio, televisione, lavori saltuari. L’unica scuola che forma attori è la Jurgenov Kazakh National Academy of Arts, dal nome di un primo ministro durante il periodo sovietico. Quest’Accademia fondata nel 1970 è suddivisa nel dipartimento di Arte Drammatica che forma attori, registi, scrittori di opere teatrali, scenografi, truccatori, il Dipartimento di Cinema e Televisione per attori, registi, sceneggiatori, cameraman, disegnatori di cartoni animati, direttori di produzione, quello di Belle Arti che forma pittori, scultori, designer, quello di Musica per Teatro che forma direttori, compositori, cantanti pop, musicisti e da ultimo il dipartimento di Storia e Teoria dell’Arte che promuove le discipline di ricerca sull’arte, sul teatro e critica teatrale. Interessante la mescolanza di vari settori dell’arte che molto spesso collaborano fra di loro per progetti. Unico neo la mancanza di altre strutture del genere e l’impossibilità per gli studenti di rivolgersi altrove. Alcuni cercano poi un confronto seguendo corsi nelle città russe, ma il più deve rinunciare per mancanza di mezzi finanziari.

Da questa situazione è nata l’esigenza da parte di Neilya Yarmukhamedova di cercare aiuti finanziari e contatti con i consolati o le istituzioni di altri paesi presenti ad Almaty per promuovere delle attività culturali. Attualmente l’unico punto di riferimento per ottenere sussidi è la Soros Foundation che però indice dei concorsi con scadenze precise per progetti che possono vertere su temi differenti come festival, produzioni, esposizioni.

Il primo gruppo teatrale indipendente del Kazachstan

L’anno scorso si è formato spontaneamente un gruppo di attori che dopo aver partecipato al nostro masterclass voleva ritrovarsi per proseguire insieme il lavoro sulla creatività dell’attore basato sull’improvvisazione. Da questo gruppo è nata poi l’esigenza di sperimentare quanto svolto sia sulla strada che nei teatri. Il successo ottenuto li ha indotti a lasciare i teatri stabili ai quali erano legati per potersi dedicare a tempo pieno in questa nuova attività. Dopo alterne vicende e cambi interni degli attori nell’agosto di quest’anno è nato così il primo gruppo di teatro indipendente del Kazachstan: Elena Nabokova, Elena Taymatova, Aleksey Kashyn Galina Pyanova e Veronica Nasalskaya hanno fondato il gruppo Art&Shock. Neilya Yarmukhamedova ha accettato con entusiasmo di diventare la loro direttrice amministrativa.

Il consolato svizzero ha voluto farli partecipare come compagnia del luogo durante tutta la rassegna culturale svizzera. Le loro esibizioni sono diventate il fil rouge della rassegna e hanno permesso a un vasto pubblico di apprezzarli.

Li abbiamo ritrovati poi durante il masterclass di quest’autunno pieni di entusiasmo e molte idee. Dopo il corso vi è stata una prova aperta al pubblico alla quale hanno partecipato 300 persone fra professionisti, studenti e insegnanti di teatro. Il lavoro svolto ha consolidato in loro la voglia di continuare e la decisione di realizzare una prima produzione di teatro insieme. Uno spettacolo che avrà come titolo provvisorio „Usually…“ e che dovrà debuttare verso il 20 di dicembre.

Non ci resta che augurare a questi pionieri del teatro indipendente in Kazachstan un pieno successo per la loro attività e un affettuoso toi toi toi per la loro première.

UA-17737382-5