DEAD END SPOON RIVER prima assoluta 17-18-19 novembre teatro Foce Lugano

Posted on 11/02/17 No Comments

produzione TEATROX 

 

DEAD END SPOON RIVER

poetica vocalizzata danzata ritmata

dall’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters

 

TEATRO FOCE, Lugano  17-18 novembre ore 20.30
                                                19 novembre ore 18.00

testi
Edgar Lee Masters, Patrizia Barbuiani

concetto e regia
Patrizia Barbuiani

interpreti
danzatrice: Donia Sbika
danzatore: Hannes Langanky
soprano : Laura Stella
basso : Alfonso d’Angelo
voce sonora: Patrizia Barbuiani

composizione vocale/strumentale, fisarmonica digitale
Gabriele Marangoni

in coproduzione con Secret Theater Ensemble

 

Prenotazioni e prevendite:

Biglietteria.ch
Sportello Foce
Via Foce 1, 6900 Lugano
T. +41 (0)58 866 48 00
sportello.foce@lugano.ch

LA PERFORMANCE
L‘Antologia di Spoon River (Spoon River Anthology) è una raccolta di poesie che il poeta statunitense Edgar Lee Masters pubblicò tra il 1914 e il 1915 sul Mirror di St.Louis. Ogni poesia racconta, in forma di epitaffio, la vita di una delle persone sepolte nel cimitero di un immaginario paesino del Midwest statunitense. Il tono degli epitaffi è sempre „narrativo“, mai „declamatorio“ e la voce dei protagonisti è sfumata, priva di un vero rimpianto per il passato che non c’è più.
La raccolta comprende diciannove storie che coinvolgono un totale di 248 personaggi che coprono praticamente tutte le categorie e i mestieri umani. Masters si proponeva di descrivere la vita umana raccontando le vicende di un microcosmo, il paesino di Spoon River.
La caratteristica saliente dei personaggi di Edgar Lee Masters, infatti, è che essendo per la maggior parte morti non hanno più niente da perdere e quindi possono „raccontare“ la loro vita in assoluta sincerità. 

Storie intrecciate, tragiche, ironiche, vite spezzate, vite felici fanno da sfondo a questa poetica illuminante.

Nella nuova produzione l’approccio alla poesia avviene attraverso il teatro, il canto, la voce e la danza. La dinamica del testo interagisce con quella del canto e della sperimentazione vocale e attraverso il movimento rende le storie palpabili e presenti. Dal punto di vista musicale viene effettuata una nuova orchestrazione utilizzando oltre agli strumenti vocali e corporali anche strumenti elettronici ed informatici per sostenere l’impianto teatrale.

Un impianto video sottolinea il passaggio dai testi più tetri a quelli più ironici e luminosi con un passaggio lento di immagine dal buio completo alla luce e al colore. Questo per sottolineare l’importanza di affrontare il tema della morte prendendo spunto da altre culture che vivono la morte come trascendenza e rinascita da celebrare, per un finale di trasformazione dell’atto dolente in una accettazione della morte e superamento della paura di morire.

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